Dear Child Netflix
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Dear Child: il thriller di Netflix si basa su una storia vera?


La nuova miniserie Netflix “Dear Child” è molto amata dal pubblico, ma molti non sanno da cosa è tratta la storia che racconta.

di / 28.09.2023

Il caso della sparizione di una 13enne viene riaperto dopo che una donna sconosciuta viene colpita da un’auto nel bel mezzo della foresta tedesca, di notte. Così inizia Dear Child, la miniserie Netflix dal carattere thriller, in grado di tenerti con il fiato sospeso per intere puntate. Soprattutto quando una misteriosa bambina racconta ai medici che la mamma ha ucciso il padre, e che il suo fratellino è rimasto a pulire il sangue. In molti si chiedono se la storia abbia un fondo di verità, quindi scopriamo la risposta.

Dear Child, una storia di abuso e segregazione

Con lo stesso carattere di “Room” e “Gone girl”, Dear Child racconta la storia di Lena, una donna che vive prigioniera in una casa senza finestre con i suoi due bambini, Hannah e Jonathan. I due bambini hanno rispettivamente 12 e 8 anni, e da sempre vivono con la loro mamma in quella casa-prigione, il cui carceriere è un uomo che loro chiamano “papà”. Qui, le giornate vanno avanti in base a ritmi ferrei e prestabiliti, e soprattutto regole rigide. Ad esempio, quando il padre entra all’interno della stanza-prigione, Lena e i due ragazzi devono allinearsi in piedi e tenere le mani ben visibili davanti a loro, dimostrando di non avere nulla da nascondere.

Dear Child

La loro vita prosegue in questo modo fin quando, una notte, Lena riesce a scappare e corre via nella foresta. Lì, tuttavia, un’auto la travolge, e la donna viene portata all’ospedale insieme alla figlia Hannah. A quel punto subentra la Polizia, la quale sospetta che Lena sia in realtà una 13enne scomparsa anni prima. La storia si evolve a partire da questo punto, raccontandoci il trauma di una vita di prigionia e abusi.

Dear Child, tra le altre cose, rende ben chiaro come, anche se si scappa da una prigione fisica, quella emotiva rimanga sempre con noi. A meno che non siamo noi stessi a liberarcene. La particolarità della serie sta nel fatto che la storia è narrata dal punto di vista di tutti e 3 i protagonisti, in base alle loro prospettive di vittime. 

Non una storia vera, ma un romanzo

Veniamo quindi alla domanda cruciale: Dear Child è tratto da una storia vera? La risposta è no, anche se si tratta di una storia che ricorda reali fatti di cronaca. Comunque, la miniserie è l’adattamento di un bestseller mondiale che porta lo stesso nome, scritto dall’autrice tedesca Romy Hausmann. La serie ha mantenuto le caratteristiche principali del libro, inclusa l’idea della narrazione da 3 prospettive diverse. Nonostante questo, sono anche state aggiunte delle novità, come un nuovo personaggio che nel libro non esiste. Si tratta di Aida Kurt, della quale la stessa autrice del libro ha detto di essere entusiasta. Addirittura, si è chiesta come mai non ci avesse pensato lei stessa.

Netflix Dear Child

L’autrice, inoltre, ha spiegato il meccanismo dietro la creazione delle sue storie, il che spiega anche come mai la storia di Dear Child sembri così realistica. In base a quanto da lei raccontato, il suo processo creativo non è strutturato o programmato. Semplicemente, immagina e realizza l’incipit della storia e i personaggi, e poi, lascia che la scrittura vada da sé, chiedendosi di volta in volta come si comporterebbero i personaggi, ma soprattutto come si comporterebbe lei al loro posto.

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